Tematiche del Congresso

Pineta di Pino laricio sulle pendici dell’Etna (foto: S. Sferlazza)Selvicoltura e gestione dei boschi

La selvicoltura è il fulcro delle scienze forestali. E’ l’arte e la scienza della sintesi tra conoscenze ecologiche e tecniche gestionali, con interventi che salvaguardano l’esistenza del sistema bosco e la coniugano con le aspettative sociali ed economiche dell’uomo.

La nostra conoscenza dei sistemi si approfondisce ogni giorno, la capacità di quantificarne i caratteri si amplia e si avvale di nuove tecniche. Epperò la coltivazione del bosco richiede sensibilità e capacità di lettura dei popolamenti, sia in termini di individui sia di sistema, per applicare tecniche consolidate e sperimentare nuove idee basate su questa conoscenza. La sperimentazione richiede i tempi del bosco e procede per prove e errori, analisi dei risultati e applicazione costante. Sarà questa la sede per esporre idee, illustrare esperienze e fare il punto sull’applicazione di saperi consolidati e di tecniche sperimentali da riversare nella pianificazione per attuare una vera sostenibilità del rapporto uomo-bosco.

Legno morto in foresta (foto: S. Vinciguerra)Conservazione e ruolo della biodiversità nelle aree forestali e preforestali

Tutti sono concordi nel definire la biodiversità un valore e considerare la sua conservazione un obiettivo di ogni buona pratica, ma come si declina questo in concreto? Il tema è, infatti, complesso e presenta altresì aspetti contraddittori, ad es. l’invasione degli spazi aperti da parte del bosco si traduce in una perdita nel numero di specie di piante e animali: è sempre auspicabile? La gestione dei boschi che mantengono un carattere produttivo deve affrontare alcune problematiche di non facile soluzione come la conservazione del legno morto, oggi considerato l’elemento chiave della conservazione della biodiversità nei boschi ma è sempre possibile conservare il legno morto? Quali sono le “soglie” per ciascun tipo di bosco e per ciascun elemento chiave della rete ecologica che si vuole conservare/implementare (coleotteri e picchi ad esempio)?

I contributi della sessione dovrebbero rispondere a queste problematiche per dare indicazioni concrete (anche se non univoche) su questi temi ai gestori delle foreste.

Incendi a Pantelleria (foto: T. La Mantia)Difesa da incendi, avversità e fattori di stress

Nel contesto mediterraneo il fenomeno degli incendi sta assumendo dimensioni sempre più catastrofiche. La riduzione del rischio incendi passa attraverso una efficace prevenzione da programmare nell’ambito di una corretta pianificazione a diverse scale di dettaglio sia delle aree forestali sia d’interfaccia. Tra le attività di prevenzione la selvicoltura nelle aree forestali e la gestione delle aree d’interfaccia giocano un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio di incendio. Tra le tecniche di prevenzione il fuoco prescritto dovrebbe trovare una maggiore applicazione, intensificando la sperimentazione in diversi scenari operativi.

Per effetto dei cambiamenti climatici e a causa dell’esposizione ad inquinanti, gli ecosistemi forestali sono sottoposti sempre di più ad un maggiore stress che li predispone a frequenti attacchi di agenti patogeni, presenti o di recente o temuta introduzione, con conseguenti avversità di origine biotica. La ricerca deve investire nella individuazione di metodi innovativi per il monitoraggio fitosanitario indispensabile per una più efficace prevenzione ed una corretta difesa. Gli eventi climatici estremi (vento fortissimo, nevicate abbondanti, periodi prolungati di siccità), inoltre, sottopongono i soprassuoli forestali a notevoli danni. Anche in questi casi la prevenzione è fondamentale e deve basarsi su tecniche selvicolturali che inducano una maggiore stabilità strutturale dei soprassuoli maggiormente a rischio.

Il degrado degli ecosistemi forestali per opera di avversità biotiche e abiotiche ne determinano anche una maggiore suscettibilità al rischio idrogeologico con l’aumento dei fenomeni erosivi predispongono il suolo a processi di desertificazione.

Il congresso deve essere il luogo di discussione e divulgazione sia delle problematiche sia delle soluzioni che la scienza e la tecnica propongono al mondo operativo.

*Pascolo, abbandono del territorio, diffusione delle aliene: verso una nuova complessità?

La situazione delle nostre campagne è oggi molto più dinamica che nel recente passato a causa delle trasformazioni indotte da fenomeni come l’abbandono e la diffusione delle aliene. Fattori che agiscono a “macchia di leopardo” frammentando il vecchio paesaggio agrario ma non creandone uno nuovo definito ma dove la componente legnosa svolge un ruolo importante spesso per la presenza di “aliene” (ailanto, robinia, etc.). Lo stesso succede nelle aree di confine tra il bosco e gli spazi aperti, un tempo più definiti a causa dell’azione del pascolo, che oggi è meno determinante. Se il tema del pascolo in bosco ha caratterizzato buona parte del secolo scorso, oggi, tranne poche realtà meridionali, il pascolo non è più un nemico del bosco ma un elemento importante della conservazione della biodiversità o un suo detrattore dove ancora prevalgono gestioni irrispettose che vedono nell’incendio un elemento di “controllo”. Come rispondere a queste sfide?

Aree verdi periurbane nei dintorni di Trapani (foto: G. Bucci)Paesaggio e selvicoltura urbana

I confini tradizionali delle scienze forestali si sono ampliati, coinvolgendo spazi sempre più ampi e attenzioni più diffuse e diversificate, soprattutto da quando hanno interessato territori urbani e nuovi interlocutori attenti ai valori paesaggistici propri anche degli ambiti rurali e agroforestali.

In entrambi i casi, da funzioni circoscritte ad alcuni valori (prevalentemente estetici o ambientali) si è passati a valutazioni multifunzionali, espresse attraverso i servizi ecosistemici, che comportano nuove riflessioni e ricerche. Questi hanno certamente bisogno di approfondimenti specialistici ma non possono prescindere dalla necessità di approcci multi e trans-disciplinari. La conoscenza e la gestione della complessità, la visione sistemica che è propria dei sistemi forestali, diventa la sfida da raccogliere e diffondere a ogni scala e livello. E questo è soprattutto vero nelle foreste degli spazi urbani, periurbani e agrari mediterranei che nell’arricchimento che deriva dalla loro connaturata diversità biologica e culturale hanno la chiave per affrontare le sfide che il futuro pone oggi anche attraverso l’evidenza e l’urgenza che proviene dai Global Changes.

Il congresso è il luogo di confronto del sapere scientifico e tecnico volto ad accogliere tali sfide.

Precision forestry (© S. Sferlazza)Monitoraggio, precision forestry e trasferimento tecnologico

Tra i servizi innovativi è di indubbio interesse lo sviluppo di metodi di pianificazione e gestione del territorio che siano basati sulle più attuali innovazioni tecnologiche al fine di aumentare la conoscenza dei caratteri quali-quantitativi delle varie componenti, ma siano anche in grado di soddisfare richieste diverse in riferimento a un quadro economico e sociale in continua evoluzione. Grandi passi sono stati compiuti nelle tecniche di rilievo, nell’uso di strumenti di conoscenza, monitoraggio e gestione di dati a livello scientifico e tecnico, capacità di sviluppare tecniche operative mirate e automatizzate. La ricerca ha dimostrato che l’elevato impegno economico e di tempo dei rilievi in bosco e conseguentemente della pianificazione può esser ridotto adottando strumenti e conoscenze all’avanguardia, che le operazioni forestali possono avvalersi di mezzi innovativi La sfida attuale è iniziare a trasferire tali conoscenze sul mercato del lavoro operativo, divulgandone i risultati, proponendo protocolli e metodologie, trovando integrazione tra tecniche tradizionali, capacità di lettura del bosco e interpretazione della grandi quantità di dati che siamo in grado di raccogliere con mezzi innovativi. Il congresso vuole raccogliere contributi fattivi per divenire luogo di trasferimento di proposte operative oltre che di divulgazione del risultato di un settore di ricerca grande attualità.

Santa Maria del Bosco (foto: E. Badalamenti)Divulgazione e compartecipazione

L’avvento di Internet e dei social network ha profondamente rivoluzionato le modalità di comunicazione e divulgazione dei risultati della ricerca in tutti i settori scientifici compreso quello forestale. Da qui l’esigenza di mettere a punto e testare nuovi strumenti di comunicazione e divulgazione efficaci nei confronti della ormai numerosissima platea che popola il web. Nel settore forestale è più che mai urgente elaborare una strategia complessiva per la definizione degli obiettivi, modalità e soggetti destinatari delle attività di comunicazione. In campo nazionale, per rispondere a tale esigenza è nato, in seno alla SISEF, un gruppo di lavoro specifico sulla comunicazione forestale costituito da ricercatori, esperti in comunicazione, giornalisti, imprenditori forestali, funzionari delle regioni o di altri Enti locali, rappresentati di Associazioni, ecc.. Il trasferimento dei risultati della ricerca sulle attività economiche e sociali del territorio è uno dei temi cruciali del XII Congresso. Occorre individuare metodi e procedure efficaci affinché tutte le innovazioni scientifiche e tecnologiche prodotte in campo forestali vengano effettivamente trasferite con successo.

*Valorizzazione dei prodotti legnosi e non legnosi della foresta e dei sistemi agroforestali

Il bosco e gli impianti fuori foresta forniscono entrambi servizi ecosistemici di rilevante valore economico e sociale. Accanto a questi hanno anche una dimensione produttiva, che salvaguardando la sostenibilità, può sensibilmente contribuire a sostenere le industrie e artigianato di un settore di notevole valenza sul mercato interno ed estero. Rilanciare le produzioni di materiale legnoso di massa ma anche e soprattutto di qualità, e di numerosi prodotti non legnosi che hanno un valore aggiunto anche superiore, può contribuire a mantenere vive e produttive attività locali limitando l’esodo dalle aree rurali. Per questo occorre conoscere le potenzialità delle aree forestali e agroforestali, valorizzare i saperi locali e introdurre innovazione nella trasformazione dei prodotti. La tematica è stimolante poiché coinvolge tecnici e ricercatori nel trasferimento di conoscenze e nuove soluzioni sia nella dimensione industriale sia, particolarmente nelle realtà locali, il congresso può esser un veicolo per ampliare le ricadute del nostro lavoro.

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