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Riassunto: A causa della forte pressione antropica sugli ecosistemi mediterranei è difficile rinvenire porzioni di bosco significative considerabili old growth forest, mancano quindi molti dati sulle dinamiche di accumulo di carbonio in foreste indisturbate per un periodo sufficientemente lungo. Soprattutto in aree montane e/o acclivi, però, è possibile trovare sistemi che da più di un secolo non vengono utilizzati dall’uomo. In passato, le old growth forest venivano generalmente considerate come foreste con una net ecosystem productivity pari a zero, e, di conseguenza, come ecosistemi che non agiscono da carbon sinks. Ultimamente alcuni studi hanno messo in evidenza che il carbon balance degli old growth forests è positivo, in quanto continuano ad accumulare carbonio nella biomassa vegetale e nel suolo per molti secoli prima di arrivare in uno stato di “equilibrio”. Nella valutazione delle foreste come carbon sinks, la quantità di anni che un bosco impiega per arrivare a detto equilibrio assume, quindi, fondamentale importanza. Il presente studio analizza l’accumulo di carbonio ed azoto in una serie successionale in ex-coltivi caratterizzati da un’età di abbandono (determinato attraverso l’utilizzo di foto aeree e della dendrocronologia) compreso tra 45 e 120 anni (i boschi di età superiore a 120 anni sono quasi certamente boschi primari per i quali è venuta a cessare l’utilizzazione). Sono stati raccolti tre repliche di campioni di suolo (0-15 e 15-30 cm di profondità) e di lettiera (OL e OF) in 4 stadi di successione (45, 70, 100 e 120 anni di abbandono e/o mancata utilizzazione) e in un coltivo (no lettiera). La vegetazione dell’ex-coltivo abbandonato 45 anni fa è un arbusteto pluristratificato dominato da specie tipiche della macchia mediterranea, mentre gli altri sono ex coltivi attualmente leccete con presenza di arbusti (70 anni), leccete con scarsa presenza di arbusti (100-120 anni). I risultati dimostrano che il contenuto di carbonio e di azoto soprattutto nello strato 0-15 di suolo aumenta tra 0 e 120 anni. Mentre il rapporto C/N nel suolo rimane costante durante la serie successionale, il rapporto C/N della lettiera (sia OL che OF) diminuisce durante la successione, riflettendo il cambiamento del tipo di vegetazione. I risultati del presente studio indicano che i boschi di neo-formazione in ambienti mediterranei dopo un secolo dall’abbandono sono in piena fase di accumulo di carbonio, e che potrebbero mantenere questo ruolo di carbon sink per diversi secoli. Considerando che in Europa ed in Italia le vaste superfici agricole che sono state abbandonate nell’ultimo secolo questi potrebbero essere protetti da disturbi e, quindi, essere destinati per molti secoli all’accumulo di carbonio.
Parole Chiave: Boschi Vestusti, Carbonio Organico Totale, Old Growth Forest, Selvicoltura, Sostanza Organica del Suolo, Successione Secondaria
Citazione: Gristina L, La Mantia T, Novara A, Sapienza L, Valentini R, Rühl J (2013). Dal coltivo ai boschi vetusti in ambienti mediterranei: l’accumulo di carbonio e azoto in suolo e lettiera durante i primi 120 anni dall’abbandono. In: IX Congresso Nazionale SISEF “Multifunzionalità degli ecosistemi forestali montani: sfide e opportunità per la ricerca e lo sviluppo“ (Libera Università Bolzano (LUB), 16-19 Settembre 2013), Abstract-book, Contributo #c09.12.26. - [online] URL: https://congressi.sisef.org/?action=paper&id=197